La nostra storia

Eravamo quattro amiche sensibili a quanto accade nella nostra città. Lo scorso 29 ottobre ci siamo trovate quasi per caso a Palazzo di Città. Eravamo andate lì perché quel giorno il Consiglio Comunale aveva in programma di votare il No alla TAV, classificando definitivamente Torino come città No TAV. Già da tempo vedevamo il declino della nostra città, ne parlavamo nelle nostre famiglie e nella nostra cerchia di amici. Qualche volta ci dicevamo: “Ma non possiamo proprio fare qualcosa?”. Poi un giorno Specchio dei Tempi pubblica una lettera di Adele sul declino di Torino e intitolata «Bogia nen sì, ma con orgoglio…». Giovanna la condivide subito sui social e la rabbia monta, così quando Adele e Giovanna di fronte a Palazzo di Città incontrano Patrizia e Roberta, la scintilla della ribellione è pronta a scoccare.

Assistiamo alla riunione del Consiglio Comunale, dove si susseguono delibere che trattano di qualunque cosa meno quella che ci interessa (è il cerimoniale, bellezza!). Ci annoiamo a morte, così, visto che siamo donne non abituate a stare con le mani in mano, inganniamo il tempo progettando il da farsi. Il giorno prima Adele ha visto alla TV un servizio sulle donne che a Roma hanno organizzato una marcia di protesta partendo  da un gruppo creato su Facebook e chiede: “Non possiamo farlo anche noi?”.  Patrizia si entusiasma, sprizza energia, si comincia a parlare del nome: non può essere un no a qualcosa, non può limitarsi alla TAV perché qui c’è in gioco il futuro di Torino.

Alla fine, mettendo insieme le idee, viene fuori la voglia di affermare concetti positivi per contrastare la lunga sequela di no e si fa strada il nome: “Sì, Torino va avanti”. Dopo un po’, visto che non succede nulla, decidiamo di andarcene e Giovanna, donna tecnologica, invece di tornare in ufficio, decide di andare subito a casa per creare il gruppo su Facebook, che vede la luce intorno alle 18. Pubblicato il gruppo e condiviso da ciascuna con qualche amico, le adesioni iniziano ad arrivare a centinaia.

La mattina dopo siamo andate al lavoro come se nulla fosse, ma le adesioni in poche ore erano diventate alcune migliaia. Così, dopo un rapido giro di telefonate, Adele, Patrizia e Giovanna si sono trovate intorno ad un tavolo al bar, hanno chiamato a raccolta Roberta, chiamato Donatella e Roberta Dri e deciso che era ora di fare qualcosa di grande. Il giorno dopo, tutte insieme, sono corse da Simonetta, già amica di Giovanna, per tirare dentro anche lei.

Così l’avventura è cominciata: un sacco di energie positive ci sono cascate addosso, abbiamo abbandonato le nostre professioni per un po’ e ci siamo buttate a capofitto nella mischia. Grazie a tutti gli uomini della nostra vita che cucinano per noi.